SOINEYA

I legami più profondi non sono fatti né di corde, né di nodi, eppure nessuno li scioglie.

Lento e inesorabile, il the aveva raggiunto il giornale accarezzando quella frase.
‘Di aria…di silenzi’,
pronunciavano gli occhi di Greta, languidi, mentre il the inghiottiva voracemente quel pensiero.
‘Sono fatti di parole assenti. Niente lingua, niente bocca, niente suono. Eppure ci sono’.
Era ormai gocce, decise, sul pavimento.

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Il turno di Dio

Terra

 

Mi stendo il rossetto lentamente. Ho scelto un rosa tenue, un velo di colore sulle labbra. Mi guardo nello specchio e fatico a riconoscermi, sembro invecchiata, no, sono cambiata.
Una volta avevo buon gusto per i rossetti. Mi piaceva passare le ore nei negozi per scegliere la giusta sfumatura, abbinarla ai vestiti e all’ombretto.
Poi il surriscaldamento globale ha cambiato il clima, la temperatura si è alzata tanto da rendere impossibile la vita all’esterno e la maggior parte delle terre emerse è stata ricoperta dell’acqua.
E il rossetto è diventato il minore dei problemi. Continua a leggere

La schifezza alla Cilentana Esperimento con i giochi estivi

La schifezza

Piatto unico

Dosi per sei persone
500 g di ottime pietruzze intere
150g di ottimo terriccio
200g di fogliame maturo
100g di fogliame precoce
200g di gelse ammuffite
150g di sabbia misto a 1/3 di terriccio di seconda scelta
2 lt di acqua
Resti alimentari, vegetali ed animali q. b.
1 vittima immolata per la degustazione

Prendete un cortile, la calura pomeridiana e sei bambini dalla pelle abbronzata. Disponete sul terreno ruvido secchielli, rastrelli, un setaccio da sabbia, qualche paletta ed incastonate le ginocchia scorticate dei bambini sul pavimento. Estraete nel mucchio la bambina più grande, con definito istinto nazista e chiara predisposizione al comando. Dopo aver garantito la pienezza di potere, assicuratevi di avere due bambini cacciatori dei beni, due bambine condite da istinto da massaia ed un’ultima con attitudine da killer, addetta allo scientifico sminuzzamento degli ingredienti, con particolare attenzione ai resti animali e vegetali.

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L’urlo

 

Ho lasciato che tutti mi dicessero cosa dovevo fare per venirne fuori.
Ho pianto, mi sono incazzata, poi ho pianto ancora. E tornavo esattamente al punto di partenza.
Ho letto un libro sulle fasi dell’elaborazione del lutto e ho pensato che mancasse il finale. Cosa dovrebbe succedere dopo l’accettazione? Mi sono incazzata di nuovo e ho pianto, di nuovo.
L’unica cosa che mi concede di respirare ancora è andare giù al fiume. Mi metto i suoi maglioni (in cui ci stanno due me), anche d’estate, e vado a sedermi sempre sulla stessa panchina, quella con la scritta “Il senso della vita è l’amore” e, poco più sotto, “Viva la fica”.
Mi piace perché è buffa e triste e perché è vera: il senso della vita è decisamente l’amore ma anche la fica è importante.
Non so perché ho scelto quel posto, non ci siamo mai stati insieme, non ha nessun significato particolare. Continua a leggere

Il dente del giudizio

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Ho passato l’intera settimana a chiedermi se esiste un girone dell’inferno speciale per chi ti rompe le scatole mentre il dente del giudizio ti si fa spazio tra le carni.
Per tutto il tempo, in questi cinque lunghissimi giorni, volevo lamentarmi mentre gli altri si lamentavano con me. Funziona così quando lavori in un ufficio reclami. Devi essere solo quella vocina contrita e dispiaciuta che si sente all’altro capo della cornetta quando chiami per segnalare… come li chiamano? Eventuali anomalie o disservizi. Niente problemi o preoccupazioni personali. Peggio che fare gli psicologi! E no, nel caso ve lo stesse chiedendo anche voi, sono arrivata alla conclusione che non esiste nessun girone ad hoc per la questione sopra citata. Sarebbe troppo affollato. Continua a leggere

Supernova

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Supernova su·per nò·va/ sostantivo femminile / Esplosione stellare più energetica di quella di una nova. Le supernovae sono molto luminose e causano una emissione di radiazione che può per brevi periodi superare quella di una intera galassia.

Beatrice e Filippo si tengono per mano tra il cestino del pane e la bottiglia di vino, non riescono a togliersi dalla faccia quel sorriso di chi ha appena compiuto una grande impresa.
Circa tredici minuti prima (ma chi li conta!), proprio lì, nel ristorante del loro primo incontro, Filippo si è inginocchiato, ha aperto una scatolina di velluto blu contente tre mesi del suo stipendio di tecnico informatico e ha fatto a Beatrice la proposta.
Sì, insomma, quella proposta… quella dove è l’unica risposta che non sgonfia il sufflè del romanticismo. Beatrice non si è sottratta al lieto fine delle favole e ora sfoggia al dito l’impegno di amore eterno del suo principe azzurro. Alla faccia della statistica che asserisce che ci siano più possibilità di essere colpite da un fulmine che sposarsi dopo i trenta. Continua a leggere

Ye-(l)low

giuseppe

‘Non me ne volere: il problema è che io non riesco a vedere il giallo.
Voglio dire, proprio non riesco. Mi disorienta, mi irrita, mi disturba.
Così, da qualche tempo, ho iniziato a vivere la mia vita cercando di inciampare il meno possibile nel giallo’.

“Si rimuove”- i suoi occhi, al mio fianco, perforanti- “quando si smette di amare, insieme al resto, il colore del proprio dolore”. Continua a leggere